SONO ARRIVATI I NUOVI GOOGLE PIXEL 8 E IL NUOVO PIXEL WATCH 2

Settembre ed ottobre sono i mesi caldi nel panorama degli smartphone, dove i 2 colossi Apple e Google svelano la loro gamma di smartphone rinnovata sia da un punto di vista hardware, sia estetico e sia software.

Questo settembre mi ha lasciato deluso dalla mela morsicata con la nuova gamma di iPhone 15, dove sono state annunciate alcune novità, una tra queste il USB TypeC che è stata semplicemente una feature che ha dovuto integrare Apple per adattarsi alle recenti norme europee.

Ovvio, l’abbandono della porta lightning, a favore dell’introduzione della USB TypeC, non è stata l’unica novità introdotta da iPhone 15, ma da utente Apple mi aspettavo qualcosa di più.

Ecco, Google, con i nuovi Google Pixel 8 e 8 Pro, è riuscita a convincermi di più, insieme anche al nuovo Google Pixel Watch 2 che mi è piaciuto davvero molto.

Andiamo a scoprire i nuovi dispositivi di fascia alta presentati, quindi, da Google il 4 ottobre 2023.

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Google Pixel 8 e 8 Pro

Google Pixel 8 e 8 Pro arrivano sul mercato con Android 14 che porta nel suo pacchetto svariate novità dal punto di vista software; le funzionalità esclusive per questi nuovi Pixel sono:

  1. Sfondi IA: sfondi generati da un’intelligenza artificiale;
  2. Audio Magic Eraser: permetterà di rimuovere i rumori di sottosfondo che rovinano i nostri video, come l’abbaio di un cane, il clacson di una macchina o quello del traffico urbano;
  3. Zoom Enhance (esclusiva di Pixel 8 Pro): ci permetterà, partendo da una foto, di eseguire ritagli “zoommati” senza far perdere qualità alle nostre foto (questa funzionalità non sarà subito disponibile);
  4. Best Take: con questa nuova funzionalità saremo in grado di immortalare degli scatti unici per quanto riguarda le foto di gruppo. Vi è mai capitato che ogni volta che fate una foto con i vostri amici, tutti insieme, siete stati minuti e minuti a rifare la stessa foto per trovarvi tutti d’accordo? Ecco, sfruttando la nuova funzionalità introdotta faranno tutto i nostri nuovi Pixel che, dallo scatto sequenziale di foto simili, ci restituirà una sola “foto di gruppo”; quindi, addio a occhi chiusi, volti non girati verso l’obbiettivo dello smartphone, ecc.
  5. Magic Editor: funzionalità che, in realtà, ne racchiude varie, sfruttando a pieno l’intelligenza artificiale per permetterci di fare svariate modifiche, come ridimensionare e riposizionare un soggetto all’interno di una foto; introdotti anche i suggerimenti per modificare illuminazione e sfondo nelle nostre foto.

Vi ho subito voluto mostrare quelle che sono le nuove funzionalità esclusive dei nuovi Pixel, ma non le uniche più importanti, infatti, tornando a parlare di software, proprio da quest’anno, i nuovi smartphone “made in Google” saranno supportati da ben 7 anni di update (aggiornamenti).

L’arrivo di Pixel 8 e 8 Pro, anche dal punto di vista hardware, portano davvero grosse novità: a partire dal nuovo processore Google Tensor G3, con 9 core e frequenza fino 2,91 GHz, il tutto affiancato dal chip Titan M2 (chip dedicato alla sicurezza, lo stesso di Pixel 7 e 7 Pro) e 8 GB di RAM LPDDR5X per Pixel 8 e 12 GB di RAM per Pixel 8 Pro; per quanto riguarda i tagli di storage (memoria ROM interna) disponibili in taglio da 128 GB e 256GB per Pixel 8 e 128 GB, 256GB  e 512 GB per Pixel 8 Pro (la memoria è per entrambi di tipo UFS 3.1); miglioramenti lato display con un refresh rate fino a 120 GHz, con la particolarità che su Pixel 8 è di tipo OLED, 6.2 pollici di grandezza, risoluzione 2400 x 1080 pixel FHD+, luminosità massima a 2000 nit e con protezione di tipo Gorilla Glass Victus, mentre, su Pixel 8 Pro è sempre di tipo OLED ma LTPO, 6.7 pollici di grandezza, risoluzione 1344 x 2992 pixel, luminosità massima 2200 nit e con protezione di tipo Gorilla Glass Victus 2; fotocamere posteriori su Pixel 8 con 2 sensori, uno principale da 50 MP (OIS e Dual Pixel PDAF) ed un sensore grandangolare da 12 MP, mentre, su Pixel 8 Pro troviamo un comparto fotocamere posteriore che è superiore anche a quello di iPhone 15 Pro Max, con 3 sensori, il principale sempre da 50 MP, il secondo un sensore ultra-grandangolare da 48 MP e l’ultimo un sensore teleobiettivo periscopico da 48 MP (fornito di OIS); le fotocamere sull’anteriore, invece, sono per entrambi da 10.5 MP.

Google, come sempre, punta tutto sulle fotocamere che vengono sfruttate dall’ottimo software.

Non manca la ricarica rapida con USB-C fino a 27W su Pixel 8 e fino a 30W su Pixel 8 Pro;  presente, inoltre, ricarica di tipo wireless fino a 18W per Pixel 8 e fino a 23W su Pixel 8 Pro.

Parlando di design e di dimensioni, osserviamo che Pixel 8 e 8 Pro pesano rispettivamente 187 g con dimensioni  150,5 x 70,8 x 8,9 mm (altezza x larghezza x spessore) e 213 g con dimensioni 162,6 x 76,5 x 8,8 mm (altezza x larghezza x spessore); entrambi i modelli hanno un frame realizzato in alluminio riciclato al 100% e sono caraterizzati, quest’anno, da un display piatto e, sul posteriore, troviamo una finitura opaca con angoli meno “stondati”.

È arrivato il momento di parlarvi di disponibilità, colorazioni e prezzi, passando poi a farvi una breve presentazione di Google Pixel Watch 2 che, finalmente, arriva in Italia.

Abbiamo 3 colorazioni per entrambi: grigio verde, nero ossidiana e rosa per Pixel 8, mentre, nero ossidiana, grigio creta e azzurro cielo per Pixel 8 Pro; entrambi i modelli sono disponibili già in pre-ordine con consegne, a partire da giovedì 12 ottobre 2023 da Unieuro, Vodafone, Google Store e Amazon (sotto vi lasciamo i link per acquistarli in bundle con in regalo le cuffie bluetooth Pixel Buds Pro), ovviamente con garanzia italiana di 24 mesi; per finire eccovi i prezzi di Pixel 8, € 799,00 per la versione da 128 GB e € 859,00 per la versione da 256 GB, mentre, lievita il prezzo della versione Pro a € 1.099,00 per il taglio da 128 GB, € 1.159,00 per il taglio di memoria da 256 GB e ben 1.299,00 per la versione 512 GB di memoria interna.

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Quasi dimenticavo, entrambi i modelli possono essere usati in modalità dual sim con una Nano Sim e una eSIM (SIM virtuale).

Google Pixel Watch 2

Google Pixel Watch 2 è il nuovo dispositivo indossabile presentato sempre il 4 ottobre da Google che, vi dico fin da subito, mi è piaciuto davvero molto.

In passato ho avuto diversi smartwatch Android e, da utente Apple, posso dirvi che, per qualche strano motivo, preferisco Wear OS. La novità per me in assoluto è che, finalmente, a differenza del primo modello, arriva in Italia.

Pixel Watch 2 si caraterizza di un design minimale a tutto tondo, per quanto riguarda la cassa principale realizzata in alluminio 100% riciclato, invece, per quanto riguarda il cinturino fornito in dotazione è realizzato in silicone con fibbia e anse in acciaio inossidabile, disponibile in varie colorazioni: cinturino sportivo azzurro cielo con cassa in alluminio argento lucido, cinturino sportivo nero ossidiana con cassa in alluminio nero opaco, cinturino sportivo grigio verde con cassa in alluminio oro champagne e cinturino sportivo grigio creta con cassa in alluminio argento lucido; in alternativa è possibile, in un secondo momento, acquistare i cinturini in tessuto con fibbia e anse in acciaio inossidabile, i cinturini elastici senza fibbia e anse, i cinturini metallici slim e cinturini a maglia metallica; disponibili in varie colorazioni che vi lascio sotto. I miei preferiti? I cinturini in tessuto con fibbia e anse in acciaio inossidabile (i cinturini in tessuto e quelli elastici saranno esclusivamente acquistabili al prezzo di € 59,00 cad.1 su Google Store).

Passiamo alle caratteristiche tecniche, partendo dal processore che è il recentissimo Snapdragon W5 Gen 1, affiancato da 2 GB di RAM e 32 GB di memoria interna. Non mancano il Wi-Fi, il modulo Bluetooth 5.0, NFC per i pagamenti, GPS per la navigazione, altoparlante ed un microfono per rispondere alle chiamate e/o mandare messaggi vocali, ad esempio su Whatsapp.

Pixel Watch 2 arriva, inoltre, equipaggiato di modulo LTE 4G, tramite eSIM, nella versione più costosa (purtroppo, per il momento, come dichiarato, non sarà disponibile in Italia).

Pixel Watch 2 ha un display OLED da 1.2 pollici con risoluzione 384 x 384 pixel e luminosità massima fino a 1000 nit; sono presenti, ovviamente, supporto all’Always-on Display e protezione del vetro di tipo Corning Gorilla Glass 5.

Si rinnova anche la basetta di ricarica che permette una ricarica molto precisa, grazie ai 4 pin che permettono, di fatto, l’allineamento preciso del nostro Pixel Watch 2 alla basetta di ricarica; il connettore per la basetta di ricarica è di USB-C, permettendo una ricarica rapida di 75 minuti (con ricarica a 18W).

Sono presenti i sensori per il monitoraggio del battito cardiaco, della saturazione dell’ossigeno (Sp02) e non mancano i sensori elettrici multiuso per l’ECG, con certificazione.

Arrivando alle conclusioni, Pixel Watch 2 arriva equipaggiato con l’ultima versione di Wear OS 4.0 ed è disponibile in pre-ordine con consegne dal 12 ottobre, al prezzo di € 399,00; acquistabile presso Amazon, di cui vi lasciamo sempre i link in descrizione, e Unieuro.

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ASUS ROG ALLY Z1 EXTREME: RECENSIONE “POST-LANCIO”

L’Asus ROG Ally è la prima handheld del colosso Taiwanese. Annunciata il 1° Aprile 2023 con un trailer che a molti sembrò un “Pesce d’Aprile”, e successivamente lanciata nel mercato Globale a Giugno (2023) Il PC handheld di casa ASUS si è subito proposta come ottima alternativa fruibile in un settore che sembra in continua crescita.
Il presente articolo ha come obiettivo non quello di fare una recensione completa del prodotto, che oramai è territorio già esplorato da parte di molti, ma di fare una considerazione a mente fredda a quasi 4 mesi dal lancio globale, da utente, possessore e giocatore.

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Specifiche tecniche:


Nonostante la premessa, è corretto spendere qualche parola sulle “Specifiche Tecniche” del prodotto.
Il prodotto lanciato a Giugno monta come processore il famigerato AMD Ryzen Z1 Extreme con architettura Zen 4 e processo produttivo a 4nm (8core / 16threads). La GPU è, ovviamente, integrata, AMD Radeon Graphics (con 2,7GHz e 8,6 Teraflops). La RAM 16Gb LPDDR5 (6400MT/s dual channel) e unità SSD M. 2 2230 da 512Gb.
Monta in display touch da 7’’ con risoluzione massima FHD (1920×1080) con rapporto 16:9 con tempo di risposta 7ms, luminosità massima 500nits con Gorilla Glass. 120Hz la frequenza di aggiornamento massima.
Come porte I/O troviamo un jack 3,5mm , una USB 3.2 Gen 2 con supporto DisplayPort 1.4 e una porta proprietaria Asus ROG XG Mobile per il collegamento delle schede video esterne XG Mobile.
Troviamo poi lo slot microSD sulla parte superiore del device.
A livello di connettività abbiamo WiFi 6E e Bluetooth 5.2.
Il dispositivo è equipaggiato con batteria da 40WHrs Li-ion.
Completando con la parte controlli e multimedia ovviamente il device è equipaggiato con 2 speaker, Dolby Atmos, analogici in configurazione allineata, D-pad e classica configurazione di pulsanti con grilletti alti e bassi.
E’ opportuno menzionare due pulsanti “custom”, praticamente due grilletti addizionali, quasi in configurazione Elite Pro Pad di Xbox, raggiungibili con i medi o anulari, posizionati sotto la console. Questi pulsanti sono configurabili con opportune macro che possono simulare specifiche azioni o combinazioni di tasti.

Usabilità:

Iniziamo con la parte più di recensione dura e cruda.

Un fattore che secondo me occorre considerare ancora prima delle prestazioni quando si acquista un dispositivo del genere, è il fattore usabilità.

Quanto è comodo un dispositivo del genere? O, meglio, un dispositivo del genere fa al caso mio? Perché dovrei spendere dei soldi (e non pochi) per un handheld come ROG Ally? Iniziamo con la parte “pratica”. RoG Ally pesa circa 600 grammi, 608g da manuale. L’unità provata al bilancino casalingo pesava 609g. Il peso va correlato alle dimensioni. L’unità, con le sue dimensioni di 28 cm di larghezza, 11 cm di altezza e 3,3 cm scarsi di profondità nel punto più largo (ovvero all’impugnatura ergonomica del pad/mani), ha un buon fattore dimensioni/peso.

Potremmo dire che ASUS ha fatto un buon lavoro combinando fattore di forma/peso e l’unità risulta godibile e leggera. Il peso è ben distribuito e l’unità è piacevole da tenere in mano anche dopo lunghe sessioni di gioco.

I gamer con mani grandi potrebbero sentire l’esigenza di un po’ più di spessore sulla parte dell’impugnatura. I principali produttori di accessori custom stanno infatti già facendo uscire (JSAUX prima fra tutte, fra le più note) kit predisposti con grip disegnati in modo dedicato per aumentare un po’ lo spessore delle impugnature, per rendere la presa più comoda per chi lo ritenesse necessario, senza andare ad inficiare il peso.

Chi dovrebbe comprare un dispositivo del genere?

Cerco di darvi sia una risposta ovvia, ma anche una meno scontata.

La risposta più ovvia: chi è spesso in viaggio. Ovviamente chi è spesso in viaggio troverà in Ally un buon compagno di viaggio. E’ un dispositivo Windows, con tutte le beghe (e le opportunità) derivate dall’avere Windows a bordo, ma ASUS ha fatto un ottimo lavoro con l’aggiunta del Software Proprietario “Armoury Crate”, altro se non una custom Game Library e gestione del dispositivo. Armoury Crate ha come obiettivo quello di rendere l’interfaccia utente molto più fluida, immediata e semplice.

Da obiettivo spento, tramite Armoury Crate, con titoli Steam, Game Pass, GoG ecc… con una procedura di lancio non estremamente complessa che non coinvolge launchers di terze parti, si è in gioco in circa 7 minuti. Non male.

La risposta che non ti aspetti: chi non riesce a giocare altrimenti o con altri dispositivi. Lasciatemi spiegare: sei un gamer che ha già altri devices (console o computer), ma per mancanza di tempo o per esigenze di vita non riesci a giocare, ma ti piacerebbe comunque provare uno dei titoli appena usciti su PC?

Foto di Christian membro della nostra community Telegram

Allora la Ally fa per te. La Ally infatti ti permette di avere delle prestazioni di tutto rispetto (vedi paragrafo “Prestazioni”) in dimensioni contenute, senza praticamente rinunciare a nulla.

Comoda sul letto, sul divano di casa, in aereo, in treno, fa bene quello che si propone di fare.
Non è raro aver letto nella Community di persone che, a valle dell’acquisto di Ally, hanno rivenduto quella console che stavi lì a prender polvere riscoprendo il piacere di farsi una partita.

Quando, invece, non ti sentiresti di consigliare l’acquisto di Ally? Non consiglierei l’acquisto di Ally in tutti quei casi non menzionati sopra. Ad esempio, in sostituzione di una postazione fissa. Ally è un PC a tutti gli effetti, ma il suo fattore di forma la rende idonea ad un tipo di utilizzo che non è quello di una postazione fissa. Il device può funzionare con un qualsiasi dock o adattatore USB-C con PD 100W, collegato a monitor esterno, e funziona anche bene. Ma non posso consigliare l’acquisto di Ally a chi si propone di farne SOLO quell’utilizzo. E’ un buon complemento, fa bene anche quello (rimando sempre a Prove e Prestazioni), ma ovviamente se l’utilizzo PREVALENTE è quello consiglierei di guardare qualche buona configurazione laptop, piuttosto.

Foto di Mattia Coniglio admin di Neo Volt

Prove e prestazioni:

Arriviamo alle prove.

Il device arriva preconfigurato con tre modalità operative abilitabili se collegato a corrente e altrettante se alimentato a batteria. Queste modalità sono “Silent”, “Prestazioni” e “Turbo” (10W, 15W e 30W a corrente e 10W, 15W e 25W a batteria).

Ally si comporta ovviamente benissimo in modalità Silent dove è praticamente non udibile, fredda, e vanta una durata anche superiore alle 2h. Le prestazioni della modalità Silent consentono di fare un utilizzo quale surfing web o gaming semplice con titoli indie non esosi o retrogaming.

Dalle prove fatte, invece, posso confermare che il cosiddetto “sweetspot” di Ally è la modalità “Prestazioni”.  In “Prestazioni” il device riesce già a far girare titoli di tutto rispetto (ad esempio: GTA5, Street Fighter 6, etc.…), senza pregiudicare la silenziosità e consentendo una durata di circa 1h 30’.

In modalità “Turbo” salgono le prestazioni (Turbo, per capirci, è la modalità per far girare i mostri sacri del benchmarking gaming attuali, come Starfield & Co.), ma salgono anche i consumi/le temperature e scende drammaticamente la durata a circa 40’ se alimentata dalla batteria interna.

Il device è stato provato a lungo con vari titoli.

Screenshot di Dario Pugliese

Con Diablo 4 Blizzard ha fatto un gran lavoro di ottimizzazione e tale lavoro si manifesta meravigliosamente anche su ROG Ally.

La Ally lavora stabilmente in “Prestazioni” con un’ottima resa a livello di fluidità e qualità grafica permettendo di godersi l’hack & slash di casa Blizzard senza particolari pensieri. Temperature sempre sotto controllo e silenziosità davvero ottime.

Lo stesso tipo di resa ed ottimo compromesso si ritrova su titoli tipo GTA 5 e SF6.

Screenshot di Dario Pugliese

Con un titolo come Starfield ovviamente i settaggi relativi alla qualità generale bisogna mantenerli bassi (nel caso specifico di Starfield, tuttavia, la community ha sviluppato degli specifici dataset di graphic settings che possono essere utilizzati quali ottimi compromessi fra qualità e fluidità).

Mantenendo il titolo in “Turbo” gli FPS oscillano fra 40-45 medi in aree interne (in alcuni casi anche riuscendo a stare stabilmente a 60) ai 30 nelle aree esterne più affollate, come New Atlantis e – in generale – gli spazioporti e le città.

Screenshot di Dario Pugliese

In generale, quindi, le prestazioni sono ottime considerato il prezzo, le dimensioni e le finalità per cui il dispositivo è stato progettato.

Problemi noti:

Non sarebbe una recensione “post-lancio” o “post-mortem” se non trattassi anche un piccolo paragrafo di problemi noti.

Chi segue la nostra Community e – più in generale – i vari canali social ufficiali di ASUS ROG saprà che uno dei problemi “d’infanzia” di Ally è stato il tristemente famoso “caso del lettore microSD”.

Quello che si è visto è che specialmente le prime unità prodotte sono state affette da problematiche relative al lettore SD che, di punto in bianco, smetteva di funzionare talvolta causando anche l’inservibilità della SD card stessa in esso inserita.
ASUS ha riconosciuto ovviamente il problema ed ha provveduto a risolvere in assistenza la presente problematica.

Non si hanno notizie al momento di una ufficialità di risoluzione da parte di ASUS sebbene lato nostro abbiamo investigato la questione e, interpellando l’Assistenza ASUS Italiana, sono ben consci sia della questione e pare abbiano individuato le cause.

Quello che appare evidente è che i lotti di produzione più recenti siano meno affetti dei lotti di produzione iniziali.

Un secondo problema che sembrava affliggere le prime unità prodotte era relativo ad una apparente fragilità degli stick analogici. Sebbene questo problema è stato rilevato come molto meno presente del primo, tutti i casi di cui abbiamo evidenza sono stati comunque risolti prontamente in assistenza.

Non mi sento di citare altri problemi noti al momento che sono annoverabili fra quelli che pregiudicano il corretto funzionamento del dispositivo.

Fra i lati che tecnicamente bisogna sicuramente porre sotto l’attenzione di una prossima revisione c’è il potenziamento del sistema di dissipazione. Il Ryzen Z1 Extreme è un gran processore che è capace di andare lavorare in regimi di potenza anche abbastanza elevati, date le dimensioni e il tipo di utilizzo. Il dispositivo attualmente lavora bene, ma non benissimo nella modalità “Turbo” così come settata dalla fabbrica che è molto più orientata a preservare una rumorosità generale piuttosto confortevole, ma limitando il numero di giri delle ventole un po’ a discapito delle temperature.

Una delle operazioni che consigliamo, infatti, ancora è quella di settare Curve di Raffreddamento un po’ più “aggressive” se si prevede di utilizzare il dispositivo ad alti regimi di potenza.

Supporto continuo:

Anche questo paragrafo è, a questo punto, dovuto.

ASUS in questi mesi di “hypercare” di un prodotto comunque nuovo nel suo portfolio e – tutto sommato – introdotto anche in un segmento abbastanza nuovo in generale, ha continuato a supportare il prodotto al meglio.

Sono stati rilasciati aggiornamenti periodici costanti del BIOS e delle applicazioni proprietarie di interfaccia come Armoury Crate.

Ci sono state alcune gradevoli introduzioni che occorre menzionare. Il giorno del rilascio di Starfield è stato anticipato dal rilascio di un aggiornamento del Driver Video – esclusivo per Ally – prevenendo eventuali problemi col gioco.

In questi stessi giorni Asus ha pubblicato un piano di rilascio di nuovi aggiornamenti, che hanno introdotto – per esempio – funzionalità molto richieste dalla Community come la calibrazione interna degli analogici e dei grilletti. Stando al programma di ASUS e con le informazioni oggi in nostro possesso sappiamo che il 12 Ottobre prossimo sarà rilasciato un nuovo aggiornamento del BIOS del device.

Sarebbe gradita una posizione finale ufficiale da parte di ASUS sulla questione spinosa del “lettore SD” che, però, tarda ad arrivare.

Considerazioni finali:

Cerchiamo di riassumere per me le considerazioni più importanti che sintetizzano al meglio, per me, questa lunga recensione.

Come direbbe qualcuno, RoG Ally non lo ha prescritto il dottore. E’ un dispositivo videoludico come altri.

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A livello di prestazioni, fa quello che promette di fare e lo fa bene. Permette di giocare anche a titoli pesanti con un approccio che si adatta bene sia a chi è in mobilità sia a chi, per un motivo o per l’altro, vuole solo rilassarsi un po’ sul divano di casa.

Chi non dovrebbe comprare Ally? Chi non ha particolari esigenze di mobilità o chi, magari, è alla ricerca di una esperienza più “hardcore/pro” per la quale una postazione fissa e dedicata sarebbe sicuramente un matching più corretto qualità/prezzo.

Chi dovrebbe comprare Ally? Un videogiocatore in mobilità oppure un videogiocatore che magari per esigenze di famiglia o mancanza di tempo, non riesce più a godersi quel tempo ad una postazione fissa. In questo senso un dispositivo come ASUS RoG Ally può rappresentare davvero “la svolta”.

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FAIRPHONE 5: COME SI REALIZZA UNO SMARTPHONE MODULARE E CON MENO IMPATTO AMBIENTALE?

In questo articolo voglio parlarvi del Fairphone 5 5G, dispositivo svelato qualche settimana fa proprio durante la fiera tech, IFA 2023, una tra le fiere più importanti in Europa e nel mondo, del settore, che ogni anno si svolge a Berlino.
Il nuovo smartphone di Fairphone, prodotto dall’azienda Olandese, punta a essere uno smartphone adatto per chi vuole un device che vada contro corrente rispetto al consumismo smisurato, a cui stiamo assistendo in questi anni, con dispositivi che soffrono di obsolescenza programmata e scelte di marketing discutibili, sia da un punto di vista hardware che software, con riparazioni troppo costose; portandoci così spesso a buttare via il nostro dispositivo a favore di uno nuovo.
Dal punto di vista software l’azienda promette ben 5 major update e 8 anni di aggiornamenti per quanto riguarda le patch di sicurezza Google; dal punto di vista hardware, come scopriremo nel corso dell’articolo che ho scritto, a questo smartphone, con l’ausilio di un cacciavite, possiamo sostituire davvero quasi ogni sua componente, come batteria, display, fotocamere, porta di ricarica e trasferimento dati USB-C, altoparlanti e capsula auricolare: uno smartphone ecologico e sostenibile. In questi ultimi anni Fairphone ha cercato di farsi strada tra i colossi produttori di smartphone nel mondo, ma di fatto anche i suoi precedenti device sono rimasti per un mercato di nicchia, vendendo poche unità; sono sicuro che molti di voi, che leggeranno l’articolo, non conoscevano, difatto, l’esistenza di questa brand.
Ad oggi lo smartphone è già in commercio ed è possibile acquistarlo direttamente sul sito del produttore ed anche tramite Vodafone. Le domande che dobbiamo porci davvero è “Conviene acquistarlo? E’ un dispositivo valido?” A queste domande vi risponderò tra pochissimo, ma prima andiamo insieme a scoprire di più sul produttore e sullo smartphone stesso.

Foto di Yanko Design/ Credit Yanko Design

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Storia del brand:

Fairphone nasce nel 2010 tramite un progetto di ricerca nei laboratori Fablab Amsterdam (Waag Society iniziative) in risposta alla domanda “Cosa contiene effettivamente uno smartphone?”.

Nel 2013 viene fondata Fairphone BV; l’azienda olandese diventa una società indipendente e persegue la sua mission: produrre smartphone con più rispetto verso il pianeta e che possano, come dicevamo prima, durare nel tempo, essendo facilmente riparabili, direttamente dall’utente.

Ecco due dei celebri motti dell’azienda: “How do you make a fairer phone?” “We care for people and planet”,in italiano, tradotto “come si realizza uno smartphone più giusto?” e “ci prendiamo cura delle persone e del pianeta”.

Gli smartphone Fairphone vengono prodotti secondo 3 punti fondamentali:

  1. Provenienza dei materiali e produzione etica/morale: più di 30 sono i minerali e metalli di cui è composto ogni smartphone e, spesso, l’approvvigionamento dei materiali dei nostri dispositivi avviene tramite lo sfruttamento delle risorse naturali che possono andare dallo schiavismo, allo sfruttamento minorile, oltre che ad un forte e devastante imbatto ambientale come quello dato dall’inquinamento delle acque. Fairphone, per contrastare questi fenomeni, collabora con diverse Ong per recuperare i materiali che servono per produrre gli smartphone, avvalendosi, difatto, di catene di approvvigionamento trasparenti. TAOS è stata l’organizzazione che ha scelto l’azienda produttrice di smartphone prima di avviare la produzione nella fabbrica in Cina, la quale ha supportato Fairphone nella scelta dei fornitori che perseguissero la stessa visione dell’azienda: meno sfruttamento ambientale per il reperimento delle materie prime, in zone prive di conflitto e senza lo sfruttamento umano o minorile.
  2. Design modulare: in questi ultimi anni abbiamo assistito alla produzione di smartphone sempre più sottili e con sempre meno parti sostituibili e riparabili o, se sostituibili e riparabili, con spesso costi elevati (proprio in queste ore abbiamo letto che iFixit ha assegnato ad iPhone 15 Pro Max un punteggio di riparabilità di 4 su 10, ti lasciamo il link al video Youtube. Fairphone, come da sua mission, per contrastare questo fenomeno, è nota per realizzare smartphone più duraturi e longevi; l’utente, infatti, sarà in grado, in pochissimi minuti, di sostituire, con l’ausilio di un cacciavite, come vi abbiamo detto all’inizio, gran parti delle componenti interne, essendo composto da parti removibili e moduli.
  3. Ciclo di vita: parliamo di smartphone con componenti sostituibili e modulari che permettono all’utente di operare in autonomia o affidarsi direttamente all’azienda stessa per la riparazione; nel caso vi affidiate direttamente all’azienda per la sostituzione di un componente, l’azienda promette di andare a contrastare l’accumulo dei rifiuti elettronici, grazie agli impianti di reciclaggio o, laddove possibile, i singoli moduli vengono riparati e rimessi in vendita come prodotti ricondizionati ad un prezzo minore; difficile comunque non pensare che, laddove operiate, anche in autonomia, l’azienda permette di inviare i moduli rotti per recuperare i materiali o, appunto, ripararli; visto che la stessa azienda Fairphone invita i clienti alla restituzione e spedizione del dispositivo a fine vita, per poterne reciclare i materiali e componenti, difatto, a noi utenti finali buttare il nostro vecchio smartphone in discarica o rispedirlo all’azienda non cambia, ma per l’ambiente sì!

Scheda tecnica:

Display – Schermo (sostituibile)

  • 6.46 inch Full HD+ OLED
  • ​Risoluzione 1224×2700
  • Frequenza di aggiornamento: fino a 90 Hz
  • Frequenza di aggiornamento touch: 300 Hz
  • Luminosità massima 880 nits (luminosità media 800 nits)
  • 1,07 miliardi di colori (P3)
  • Rapporto di contrasto 1.000.000:1
  • Processore Pixelworks per miglioramenti dell’immagine incluso il tono adattivo
  • ​Corning ™ Gorilla Glass 5, rivestimento oleofobico completamente laminato
  • Rapporto 20:9

Dimensioni

● 161,6 mm x 75,83 mm x 9,6 mm
● 212 g

Altoparlante (sostituibile)

● Altoparlante stereo
● I formati supportati includono: SBC, AAC, aptX, aptX HD, LDAC

Fotocamere posteriori (sostituibili)

Sensore lente principale

● Sensore Sony IMX800 da 50 MP
● 1/1,49″
● Dimensione pixel 1,0 μm
● Binning dei pixel: 12,5 MP e dimensione pixel effettiva 2,0 μm
● Equivalente a pieno formato da 26 mm
● Obiettivo ƒ1,88
● 6 elementi dell’obiettivo
● Messa a fuoco automatica
● Distanza minima di messa a fuoco 10 cm
● Sensore del tempo di volo
● Zoom digitale fino a 8x
● Stabilizzazione dell’immagine ottica (OIS) + elettronica (EIS).

Fotocamera ultra-grandangolare:

● Sensore d’immagine: SONY IMX 858 da 50 megapixel – 1/2,51″ – dimensione pixel 0,7 μm
● Binning dei pixel 12,5 MP
● Dimensione pixel effettiva 1,4 μm
● Equivalente a pieno formato da 13 mm
● ƒ2.2, 6 elementi
● Messa a fuoco automatica
● Modalità macro
● Distanza minima di messa a fuoco di 2,5 cm
● Sensore del tempo di volo
● Stabilizzazione elettronica dell’immagine

Fotocamera anteriore (sostituibile)

● Sensore d’immagine: Samsung JN1 da 50 MP – sensore da 1/2,76″ – dimensione pixel 0,64 μm
● Binning dei pixel 12,5 MP
● Dimensione pixel effettiva 1,28 μm
● Equivalente a pieno formato da 22 mm
● ƒ2.45
● Zoom digitale fino a 1,5x
● Stabilizzazione elettronica dell’immagine
● Display utilizzabile come flash

Modalità delle fotocamera

● Notte fantastica
● Ritratto
● Interrompere il movimento
● Panorama
● Rallentatore
● Pro
● Pixel alto

Video

● 4k: 3840x2160p, 30 fps
● Full HD: 1920x1080p, 30 fps o 60 fps
● Rallentatore: Full HD: 1920x1080p, 120 fps o HD: 1280x720p, 240 fps

Sistema Operativo

● Android™13
● Consigliato per Android Enterprise
● Aggiornamenti software fino al 2031

Prestazioni: processore e RAM, memoria interna

● Qualcomm QCM 6490 (chipset a lunga durata)
● Processore Octa-Core a 64 bit
● 1x core “Gold+” ad alte prestazioni da 2,7GHz
● 3x core “Gold” ad alte prestazioni da 2,4GHz
● 4x core di efficienza “Silver” da 1,9GHz
● Qualcomm Adreno 643 @ 812 MHz
● RAM da 8 GB
● Memoria interna da 256 GB
● Capacità di archiviazione esterna: microSD fino a 2TB (SD 3.0)

Batteria (sostituibile)

● Batteria rimovibile agli ioni di litio da 4200 mAh
● 459 ore in idle
● Telefonate 38 ore
● 18 ore di navigazione web
● Ricarica del 50% in 20 minuti, con un caricabatterie da 30 W

Connettività, sensori e sensore di posizione e rete:

● Wi-Fi 6E
● Bluetooth® 5.2 LE
● NFC
● GPS/AGPS, Beidou, Galileo, GLONASS
● USB-C 3.0 (compatibile con OTG) può essere utilizzato per collegare direttamente chiavette USB/schede SD/display (modalità desktop)/fotocamera/amplificatore audio/adattatori di rete
● Doppia SIM (nano-SIM + eSIM, entrambe abilitate al 5G)
● Bande e combinazioni di bande:
● 4G B1/2/3/4/5/7/8/12/20/28/32/38/40/41/42/48/66/71
● 5Gn1/2/3/5/7/8/20/28/38/41/48/66/71/77/78
● Scanner per impronte digitali (integrato nel pulsante di accensione)
● Riconoscimento facciale
● Magnetometro
● Accelerometro
● Giroscopio
● Bussola
● Sensore di luce
● Sensore di prossimità

USB-C (Sostituibile)

● USB-C 3.0 Può essere utilizzato per collegare direttamente scheda SD/display (modalità desktop)/fotocamera/amplificatore audio

Certificazioni:
● IP55
● Test di caduta superati: ICE 60058-2-31 (1,8 m); MIL-810H (1,5 m)

Vediamo più da vicino Fairphone 5:

Come abbiamo appena potuto vedere nella scheda tecnica, lo smartphone di Fairphone 5 ha una discreta scheda tecnica. Ci teniamo a precisare che non parliamo di un top di gamma, ma di un hardware da medio di gamma.
Ci saremmo aspettati un sensore ad infrarossi ed una ricarica wireless, ma forse difficile da mettere, avendo la backcover removibile ed una batteria estraibile, quindi, dite addio ad appuntamenti presso centri assistenza quando la vostra batteria è esausta ed arriva il momento di sostituirla, vi basterà ordinarla come ricambio. L’azienda Olandese punta ad un prodotto più sostenibile a partire dalla scocca realizzata interamente con plastica riciclata al 100%; internamente, per quanto riguarda la materie prime, come cobalto, oro, litio e plastica e tutte le altre, provengono al 70% da materiali riciclati ed equi; sempre la stessa Fairphone conferma che nel produrre il suo nuovo device c’è stata molta attenzione alla riduzione di CO2, rispettando standard molto elevati.

Più supportato di un iPhone per quanto riguarda il lato aggiornamenti, portando così a scegliere un processore Qualcomm QCM 6490 che non siamo soliti trovare su uno smartphone, poiché pensato solitamente al settore business IoT, che permette così di esser più supportato sul lato aggiornamenti; se vorremmo paragonarlo ad uno Snapdragon corrisponde, verosimilmente, al 778.

Come possiamo vedere sempre dalla scheda tecnica, il dispositivo vanta anche di un buon comparto fotocamere; certo non parliamo di un cameraphone, ma sicuramente riusciremo a realizzare delle buone fotografie. Come gira? Non avendolo provato non posso darvi questo dato, ma sicuramente, posso dirvi che ci avviciniamo molto alle prestazioni da medio di gamma.

Voglio soffermarmi un’attimo, prima di arrivare alle conclusioni, nel dirvi che i moduli sostituibili passano da 8 a 11, rispetto al suo predecessore, il Fairphone 5, potremo, infatti, sostituire ora anche le fotocamere, lo slot SIM/microSD e perfino il motore di vibrazione.

Conclusioni, considerazioni finali e prezzi:

Fairphone 5 è sicuramente frutto di un progetto ambizioso, con una scheda tecnica che rispetto ai predecessori è stata davvero migliorata; si pensi anche al refresh rate del display a 90 Hz, con pannello Amoled Full HD+, lettore d’impronte digitali, certificazione IP55. Insomma, tutte caratteristiche che per uno smartphone da tutti giorni vanno bene; poi, oltrettutto, se vi cade e si rompe il display, ad esempio, con l’ausilio di un buon cacciavite da precisione, un po’ di pazienza e manualità potete sostituirvelo davvero in un batter d’occhio. Ho apprezzato molto anche il design che, soprattutto nella colorazione blu, non da l’idea di avere tra le mani uno smartphone economico; disponibile anche nella colorazione nera e trasparente.

Ve lo consiglio? Sì, sicuramente; se le vostre esigenze corrispondono a quelle di un medio di gamma e siete quelle persone a cui non interessa cambiare smartphone spesso, sì, sicuramente.

Lui è il dispositivo indicato, visto che vanta anche di ben 5 anni di garanzia.

Ho aspettato la fine per dirvi il prezzo perché è stato proprio lui a lasciarmi un po’ così: parliamo di un listino di 699,00; forse mi sarei aspettato un 600 – 620 € ma, € 700,00 per uno smartphone con queste specifiche mi sembra un po’ alto, sicuramente il prezzo così alto è dato a parer mio da costi di produzione un po’ più alti.

Delle domande però la pongo io a voi: lo acquisterete? Vorreste che tornassimo a degli smartphone e, in generale, anche a dei computer che sono sempre meno reparabili perché la maggior parte delle componenti sono saldate sulla scheda madre o i costi di riparazioni e sostituzione di un componente sono più alti perché, ovviamente, la difficoltà da parte di un tecnico riparatore specializzato è comunque maggiore? Vi piacerebbe contribuire ad un pianeta un po’ meno inquinato, avendo tra le mani uno smartphone molto più vicino all’ambiente? Se vi va, fatemelo sapere sui social nei commenti.

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WONDERLUST: ARRIVA LA NUOVA GAMMA DI IPHONE ED APPLE WATCH

Qualche giorno fa, esattamente martedì 12 settembre 2023, Apple ha presentato la sua nuova gamma di iPhone 15, i nuovi Apple Watch ed è stata annunciata la data in cui vengono rilasciate al pubblico le nuove versioni di iOS 17, iPad OS 17, WatchOS 10 e tvOS 17 fissate per oggi 18 settembre e macOS Sonoma per il quale dovremo attendere fino al 26 settembre.

Per questa volta non farò un vero e proprio articolo ma vi metterò qui le principali novità.

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Principali novità di iPhone 15 ed iPhone 15 Plus:

  1. Nuove colorazioni blu, rosa, giallo, verde e nero;
  2. Nuove lenti con colori sfalsati;
  3. La Dynamic Island ora non è più un’esclusiva della versione Pro e Pro Max, ma con iPhone 15 viene portata anche sul modello base e Plus;
  4. Possiamo dire addio alla porta Lightning su iPhone 15 poiché arriva la porta USB-C con una velocità di trasferimento dati limitata a 480 Mbps al secondo; per quanto Apple abbia cercato di farla passare come sua novità è stata obbligata al passaggio data dall’approvazione della direttiva sui caricabetterie universali, obbligando di fatto Apple ad introdurla;
  5. Nuova fotocamera da 48 megapixel;
  6. Modalità ritratto subisce un aggiornamento venendo aggiornata e potenziata;
  7. Modifica della messa a fuoco in modalità ritratto;
  8. chip A16 Bionic;
  9. Chip UWB 2;
  10. Nuove funzioni gaming avanzate;
  11. Tutti i nuovi iPhone sono pre-ordinabili dal 15 settembre e saranno disponibili dal 22 settembre; Il prezzo di iPhone 15 parte da 979€, iPhone 15 Plus a partire da 1.129€.

Principali novità di iPhone 15 Pro ed iPhone 15 Pro Max:

  1. Nuove colorazioni itanio nero, titanio bianco, titanio blu e titanio naturale;
  2. Nuovo corpo con materiale in Titanio di grado 5, stesso materiale sul mars rover su Marte rendendo di fatto le versioni Pro e Pro Max più leggere;
  3. Possiamo dire addio alla porta Lightning su iPhone 15 poiché arriva la porta USB-C con una velocità di trasferimento dati fino a 10 Gigabit al secondo; per quanto Apple abbia cercato di farla passare come sua novità è stata obbligata al passaggio data dall’approvazione della direttiva sui caricabetterie universali, obbligando di fatto Apple ad introdurla;
  4. Chip A17 Bionic Pro a 3nm del 20% più veloce la GPU;
  5. Nuovo tasto azione personalizzabile, al posto del tasto vibrazione;
  6. 7 lenti fotografiche con lente periscopica 5X (Apertura focale principale da f/1,78);
  7. Scatti in modalità notte migliorati;
  8. Nuovo Smart HDR potenziato per colori migliori e immagini più nitide;
  9. Supporto al ray tracing con accelerazione hardware;
  10. Registrazione video spaziali (Apple Vision Pro);
  11. Nuovi tagli di memoria a partire da 256GB;
  12. Supporto al salvataggio di foto e video su memorie esterne;
  13. Qualità audio avanzata in chiamata (Algoritmo che si focalizza sulla tua voce)
  14. 8GB di RAM;
  15. Tutti i nuovi iPhone sono pre-ordinabili dal 15 settembre e saranno disponibili dal 22 settembre; Il prezzo di iPhone 15 Pro parte da 1.239€, iPhone 15 Pro Max a partire da 1.489€.

Apple Watch Serie 9 nuove funzionalità:

  1. Nuovo chip S9 (Più potente dopo 3 anni);
  2. Chip S9 SiP, simile al chip U1, percepisce i tuoi dispositivi nelle vicinanze;
  3. Nuovo display che supporta da 1 a 2.000 nit di illuminazione;
  4. Migliorato il sensore battito cardiaco;
  5. Nuovo motore di ricerca elaborato per Siri;
  6. Nuovo giroscopio che consente la funzione doppio tocco con le dita, avviando le funzioni di ogni app;
  7. Apple Watch Series 9 è preordinabile dal 12 settembre quando è stato presentato, ma disponibile dal 22 settembre; il prezzo parte da € 459.

Apple Watch Ultra 2 nuove funzionalità:

  1. Nuovo chip S9 (Più potente dopo 3 anni);
  2. Chip S9 SiP, simile al chip U1, percepisce i tuoi dispositivi nelle vicinanze;
  3. Nuovo display che supporta da 1 a 3.000 nit di illuminazione;
  4. Migliorato il sensore battito cardiaco;
  5. Durata batteria di 36 ore;
  6. Nuovo motore di ricerca elaborato per Siri;
  7. Nuovo giroscopio che consente la funzione doppio tocco con le dita, avviando le funzioni di ogni app;
  8. Apple Watch Ultra 2 è preordinabile dal 12 settembre quando è stato presentato, ma disponibile dal 22 settembre; il prezzo parte da € 909.

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KOBO NIA: RECENSIONE DELL’EBOOK READER TASCABILE

Un dispositivo di lettura digitale per avvicinarmi al mondo della lettura con quasi il giusto rapporto qualità/prezzo?

Nia, l’eBook Reader di fascia economica di Kobo (Rakuten Kobo Inc.), azienda fondata nel 2009 con sede a Toronto. Senza troppe pretese, lui è sicuramente il dispositivo adatto per quella fascia di utenza che, come dicevo proprio all’inizio, vuole avvicinarsi al mondo della lettura, in questo caso digitale, o per chi, magari, possiede già un altro eReader di fascia alta, ma vuole un dispositivo piccolo, compatto e leggero da portare in viaggio o sui mezzi di trasporto durante il tragitto casa-lavoro/università. Viste le sue dimensioni molto contenute è tascabile, permettendo di inserirlo nella tasca interna di una giacca o di un giubotto.

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Perché leggere fa bene?

Diversi studi hanno dimostrato che leggendo acquisiamo nuove competenze e conoscenze; alleniamo il nostro cervello, proprio come un muscolo;  riduciamo le possibilità nel corso della nostra vita di sviluppare l’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative ed è uno di quei modi che, inoltre, permette di ridurre lo stress.

In un mondo dove l’utilizzo dei social network è incontrollato, provocando lo sviluppo, ad esempio, della sindrome ADHD (disturbo da disattenzione e iperattività, ansia e scarsa attenzione), la lettura può arrivare in nostro soccorso migliorando le nostre capacità di concentrazione ed il nostro livello di attenzione.

In questo articolo, voglio portarvi la recensione di Kobo Nia ed il mio parere, dopo la prima settimana di utilizzo, da persona che è un perfetto sconosciuto a questi dispositivi; raccontandovi anche come sia arrivato proprio alla scelta di Nia, dopo aver scoperto, grazie alla community di Reddit, come poter andare ad espandere la memoria del nostro eReader. Il mio consiglio, quindi, è quello di leggere l’articolo fino alla fine, per non perdervi una piccola guida che ho realizzato.

L’avvento degli eBook Reader:

  • RocketBook

La nascita degli eBook (libri in formato digitale) risale come progetto al 1971, ma i primi dispositivi eReader verranno lanciati solo nel 1998: parliamo di Rocket eBook e SoftBook.

Dovremo, però, aspettare fino al 2010 per vedere una prima espansione di questi dispositivi nel nostro paese; dovuto alla renitenza alla tecnologia da parte dell’editoria che, fino a quel momento, aveva la difficoltà nel reperire i libri in formato digitale tradotti in italiano.

Piccola curiosità: la prima piattaforma italiana di distribuzione di eBook è stata Stealth; ovviamente con il tempo si allinearono alla distribuzione degli eBook anche le più grandi e affermate case editrici, mettendo in piedi delle vere e proprie librerie online.

Ma perché acquistare un’eBook Reader? Non potremmo leggere i nostri libri sul tablet? Gli eBook Reader rovinano la vista!

Usiamo tutto il giorno gli smartphone e, se come me lavorate in ufficio, passate anche una giornata davanti al monitor di un PC. Per quanto Apple su iPad metta a disposizione l’applicazione “Libri” per leggere pdf, libri e riviste, che oltretutto è fatta molto bene ed ha anche una modalità lettura, la luce blu dei nostri dispositivi elettronici è responsabile di mal di testa, degenerazione maculare e cecità. In questo ci viene in aiuto la tecnologia E-Ink, acronimo di electrophoretic ink, tecnologia progettata per imitare l’inchiostro sulle pagine dei libri. Brevettata nel 1996 da Joseph Jacobson, questa tecnologia, a differenza del classico display dei nostri smartphone che si avvale di una luce posteriore al display per illuminare i pixel, riflette la luce come se fosse un foglio di carta (elettroforesi); altre caratteristiche dei display E-Ink sono: bassissimo consumo energetico ed eliminazione  dell’affaticamento dei nostri occhi, anche se leggiamo per ore (l’utilizzo degli eBook Reader non è controindicato, come accade invece con gli smartphone, nemmeno a ridosso del fatto che andiamo a dormire).

Le estensioni principali in cui possiamo trovare ad oggi in commercio gl’eBook sono:

  • ePub
  • Pdf
  • Amazon Kindle (mobi, AWZ e KFT8)
  • Cbr e cbz per I fumetti
  • Kobo (kePub)

Prima di vedere insieme la scheda tecnica e le principali caratteristiche del Kobo Nia, voglio farvi un piccolo confronto sui principali brand che producono lettori per lettura digitale: una delle aziende che, sicuramente, tutti conosciamo è Amazon con la sua gamma Kindle, che ci vincola nativamente all’acquisto degli eBook tramite lo store di Amazon, ma è più indicato per chi vuole leggere fumetti, in quanto ci da la possibilità di leggere i nostri fumetti vignetta per vignetta, cosa che purtroppo non si può sui Kobo; il diretto concorrente degli Amazon Kindle è, appunto, Kobo, nota per supportare nativamente svariati formati di ebook, anche quelli presi in prestito tramite delle biblioteche online totalmente gratuite.

Vi ho detto che su Amazon Kindle si possono leggere ed acquistare solo libri provenienti dallo store di Amazon stessa, ma abbiamo voluto specificare nativamente proprio perché in realtà c’è un modo per convertire e trasferire i file sui Kindle sfruttando un software che si chiama Calibre, ma non è questo l’articolo adatto per parlarne. Esistono anche altri brand che producono eBook Reader: Tolino (azienda ormai acquistata da Kobo i cui servizi sono stati dismessi) e PocketBook.

Ad oggi qualsiasi eBook Reader acquistiate in commercio vale l’altro se intendiamo il permetterci di leggere, sottolineare e appuntare i libri in formato digitale, oltre al cercare le parole che non conosciamo sul dizionario e tradurle. Quello che invece può portarvi a scegliere tra Amazon Kindle o Kobo sono le funzionalità esclusive che hanno i 2 brand, ma non voglio dilungarmi in questo articolo. Magari in futuro farò un piccolo articolo di confronto tra i 2 principali competitor.

La lettura con gli eBook Reader riteniamo possa essere complementare a quella dei libri cartacei, ad esempio per non portarsi in borsa o in valigia il romanzo da 300 pagine che tanto volevamo leggere.

Io personalmente mi sto avvicinando al mondo della lettura proprio grazie agli eBook Reader ma, sicuramente, oltre ad acquistare libri in digitale, acquisterò anche in copia cartacea i libri che più mi piaceranno ed andrò a creare così una mia piccola biblioteca sia digitale che cartacea.

Vediamo più da vicino Kobo Nia:

E’ arrivato il momento di guardare più da vicino Kobo Nia, il protagonista di questa recensione, presentato e disponibile sul mercato da fine luglio 2020: ritengo che, se acquistato non al prezzo a di listino di € 99,00, ma sui € 60-70, come abbiamo fatto noi, può davvero diventare un ottimo  ed interessante eBook Reader.

Vediamo subito insieme le sue principali caratteristiche, che mi hanno convinto a scegliere proprio lui:

Inizio a parlarvi subito del sistema operativo a bordo di Nia basato su Linux: ho apprezzato molto, anche dal punto di funzionalità e grafiche, l’interfaccia Kobo semplice, intuitiva e completa dal punto di vista delle funzionalità, davvero interessante è il fatto che su Nia sia presente Pocket, che per farla molto breve è un servizio online vi permetterà di salvare come ad esempio un articolo di giornale ed rileggerlo in un secondo momento sul vostro eBook Reader, quello che ci basterà fare è inserire il nostro account Pocket sull’eReader ; possiamo leggere senza difficoltà i nostri libri, sottolineare, scegliere il font e la grandezza dei caratteri, prendere note e cercare anche sul dizionario le parole che non conosciamo; non manca la possibilità regolare la luminosità.

  • INTERFACCIA KOBO: HOME

All’interno del nostro eReader è presente anche lo Store di Kobo su cui potremo acquistare i nostri eBook e sottoscrivere l’abbonamento Kobo Plus, ma la vera chicca è che il sistema operativo di Kobo digerisce davvero molti formati tra cui EPUB, EPUB3, KEPUB, PDF, MOBI, JPEG, GIF, PNG, BMP, TIFF, TXT, HTML, XHTML, RTF, CBZ, CBR; questo ci permetterà quindi anche nativamente di collegarlo al nostro PC e trascinare, come una semplice chiavetta, i nostri eBook acquistati tramite altre piattaforme, non essendo così vincolati e, come accade invece su Kindle, purtroppo, come vi avevo già anticipato, “trafficare” con software di terze parti per caricare i nostri libri non provenienti dallo store Amazon è impossibile.

Molto interessante il fatto che su Kobo rimane la possibilità di leggere tutti quei libri presi in prestito dalle biblioteche online e sì, tutto bello ma… sono sincero dal lato hardware si fanno sentire i 256 mb di memoria RAM: un po’ pochini per far girare in maniera fluida in alcuni momenti il sistema operativo.

Ho riscontrato qualche incertezza di input che non compromette assolutamente l’esperienza di utilizzo del nostro eReader, ma ritengo sia giusto parlarvene e da tenere in considerazione è sempre il fatto che lui è un dispositivo di fascia entry level.

La qualità costruttiva è davvero ottima, infatti, pur avendo una scocca interamente in plastica non ho riscontrato assolutamente nessuno scricchiolio ed ho apprezzato anche molto il fatto che la scocca posteriore abbia una trama antiscivolo, il che ci permette così di tenere il dispositivo bello saldo tra le mani.

Parlando di peso e portabilità Nia pesa appena 172 grammi, con dimensioni davvero contenute 12,4 x 159,3 x 9,2 mm; rendendolo, come vi anticipato all’inizio dell’articolo, perfetto per essere trasportato anche all’interno della tasca interna di una giacca o giubotto.

Display: che dire su di lui… parliamo di un pannello touchscreen da 6” con tecnologia E-Ink carta, con una densità di pixel di 212 ppi ed una risoluzione di 1024 x 758; un ottimo display se pensiamo che i dispositivi di fascia alta non arrivano comunque ad una densità di pixel di 300 ppi. Per quanto riguarda sempre il display è equipaggiato di sovrailluminazione: questo ci consente la sera di leggere anche al buio i nostri libri. Nia risulta visibile anche sotto la luce del sole, cosa che ho potuto constatare.

Visto che vi ho parlato del display, vi faccio un piccolo elenco delle sue componenti hardware: qui non voglio dilungarmi nemmeno troppo perché dispositivi come gli eBook Reader non hanno assolutamente bisogno di componenti così potenti; l’unica scelta che davvero mi ha deluso è quella della porta di ricarica e trasferimento dati che è di tipo Micro USB, una Type-C sarebbe stata più gradita, ma parliamo comunque, da come si evince, di un hardware recuperato da precedenti modelli di Kobo. Eccovi l’elenco delle sue componenti hardware:

  • Connettività: Wi-Fi 820.11 b/g/n
  • Luce: ComfortLight, luce monocolore con luminosità regolabile
  • Memoria di archiviazione: 8GB (fino a 6000 ebook archiviabili) ma come scopriremo nella guida, in realtà la memoria interna è su microSD, in particolare parliamo di una SanDisk da ben 16GB, con una partizione da 8GB non formattata, quindi, è meglio dire che la memoria interna di Kobo Nia è di ben 16GB fino a 12000 eBook archiviabili; in sostanza con una vita media di 5-7 anni del vostro dispositivo farete prima a cambiarlo che a riempirne la memoria.
  • Processore 900 MHz
  • Memoria RAM da 256MB
  • Batteria: 1000 mAh; promette di durare anche per settimane e vi assicuriamo che per scaricare la batteria dell’eBook Reader effettivamente non sarà così facile, ovviamente tutto dipende da quante ore al giorno leggete; se lo lasciate sempre con il WI-FI acceso o meno e dal livello di luminosità impostato.
  • Altro: TypeGenius con 12 diversi caratteri e oltre 50 dimensioni, impostazioni esclusive di spessore e nitidezza del carattere
  • Lingue supportate: Inglese, francese, francese (Canada), tedesco, spagnolo, spagnolo (Messico), italiano, catalano, portoghese, portoghese (Brasile), olandese, danese, svedese, finlandese, norvegese, turco, giapponese, cinese tradizionale, Polacco, Rumeno, Ceco.

Guida per espandere la memoria del Kobo Nia:

Siamo arrivati sicuramente alla parte che molti possessori del Kobo Nia apprezzeranno: come espandere la memoria del dispositivo senza spendere nulla.

Voglio fare una premessa: è una semplice guida che ho recuperato da Reddit e tradotto, è difficile far danni, perché non sono procedure complesse, ma come in ogni cosa il rischio c’è, se siete poco esperti.

Nota bene

Molti mi hanno già chiesto se questa guida è valida anche su altri dispositivi Kobo e, personalmente, ho letto che dovrebbe essere compatibile anche con la prima versione del Kobo Clara HD, ma prendete la notizia con le pinze; la guida che ho realizzato è stata da me testata solo su Kobo Nia. Nia non è impermeabile, pertanto aprirlo è davvero facile (per quelli impermeabili la scocca non è semplicemente incastrata con dei ganci di plastica, ma c’è anche della colla, quindi perdete di fatto l’impermeabilizzazione), oltre al fatto che la memoria interna/memoria ROM, su altri modelli Kobo, non è su microSD, ma saldata.

Disclaimer:

Effettuando lo sblocco della memoria, andando ad aprire fisicamente l’eBook Reader Kobo Nia, invalidiamo la garanzia; tutto dipende dalle politiche applicate dal produttore.
Espandere la memoria del tuo eBook Reader è sicuro, ma è una tua responsabilità se qualcosa dovesse andare storto.

Occorente:

  • Un plettro, una vecchia tessera fedeltà, una lama sottile o un cacciavite a taglio da precisione per elettronica
  • Un lettore di microSD
  • Un computer Windows, Mac o Linux; è indifferente

Procedura:

  1. Spegnere il nostro Kobo Nia
  2. Con un plettro, una vecchia tessera fedeltà, una piccola lama sottile o con un cacciavite a taglio da precisione dobbiamo, come vi mostro nel video che ho realizzato, interporlo tra la scocca posteriore e la backcover e applicando una forza, non troppo eccessiva, cercare di sganciare, appunto, la backcover.
  3. Una volta sganciata la backcover la metteremo momentaneamente da parte ed andremo a rimuovere con molta attenzione la nostra microSD, che come potremo con sorpresa scoprire è una SanDisk da 16GB e non da 8GB.
  4. Prendiamo la nostra microSD ed inseriamola tramite lettore microSD apposito nel nostro PC (nella parte della procedura che segue dobbiamo fare molta attenzione: la procedura prevede la formattazione della memoria, quindi dovrete farvi una copia dei dati).
  5. Rechiamoci sulla bar di start di Windows e cerchiamo la voce “Crea e formatta le partizioni del disco rigido”: apriamolo con un clic; con Windows 10 e 11 è possibile aprire il programma di gestione delle partizioni anche con premendo la combinazione di tasti sulla tastiera WIN + X.
  6. Una volta davanti alla schermata Gestione disco dobbiamo individuare la nostra microSD che è 14,84GB e selezioniamo con il tasto destro del mouse la partizione chiamata “KOBOeReader” da 6,86GB (come possiamo notare è presente anche una partizione da 7,45GB non formattata, voluto ovviamente da Kobo per venderlo come dispositivo da 8GB) clicchiamo su ELIMINA, ci comparirà una schermata che ci avvisa come vi avevo anticipato che questa procedura eliminerà di fatto i dati presenti, quindi clicchiamo SI.
  7. Ora lo partizione “NON ALLOCATA” la partizione non formatattata non sarà più da 7,45GB ma bensì da 14,31GB, quindi selezioniamola con il tasto destro del nostro mouse e stavolta clicchiamo su “NUOVO VOLUME SEMPLICE”; avanti, nella prossima schermata non tocchiamo nulla, ancora AVANTI, non toccare nulla nemmeno nella prossima schermata, ancora AVANTI; qui assicuriamoci che il FILE SYSTEM sia impostato come FAT32 (la memoria dev’essere assolutamente formattata assolutamente in FAT32, altrimenti la partizione non verrà più rilevata dal nostro eBook Reader); su ETICHETTA DI VOLUME possiamo scegliere se dare un nome alla nostra partizione o meno, oppure possiamo lasciare “VOLUME” come di default, quindi cliccare AVANTI e poi FINE nella prossima schermata; attendere, come mostro nel video, che venga creata la nuova partizione formattata in FAT32; ora qui non lo ho mostrato nel video, ma se ne avete necessità riportate i vostri dati sulla microSD, altrimenti, se come me lo avete da dispositivo nuovo, reinserite la memoria nell’eBook Reader.
  8. Rimettiamo la backcover, facendo attenzione ad incastrarla tutta bene: ora siamo pronti a riaccendere il nostro eBook e seguire con il video la prima parte di riconfigurazione che prevede semplicemente la scelta della lingua, la password del WI-FI e ci richiede di fare login al nostro ACCOUNT Kobo ecc…
  9. Una volta finita la procedura di riconfigurazione del nostro dispositivo, dalla schermata principale del nostro eBook Reader possiamo cliccare su ALTRO, poi IMPOSTAZIONI, ora su INFORMAZIONI SU KOBO NIA e scorriamo fino alla terza pagina; ora possiamo verificare come Capacità memoria utente finale sia passata a 14,30GB o meno se avete parecchi libri e avete già riempito parte della memoria.

Ringraziandoti per la lettura fino a qui, ti lascio alle mie conclusioni sul parere che mi ha fatto scegliere Kobo Nia.

Tenere aggiornato impiega molto tempo e risorse oltre che a livello economico per i costi che supporto per mantenere la piattaforma attiva.

Per aiutarmi nel mio lavoro e per far si che i miei contenuti rimangano sempre gratuiti, se ti va, supportami con una donazione libera tramite Paypal. Mi permetterà, come ti dicevo, in piccola parte a supportare i costi della piattaforma di hosting. Se vuoi sostenermi nel pubblicare nuovi articoli, clicca sul seguente logo Paypal; te ne saremo infinitamente grati!

Prezzo e considerazioni finali:

La vera domanda è: ma vi consiglio l’acquisto di Kobo Nia? Assolutamente sì, nonostante la scelta della Micro USB e qualche piccolo compromesso lui mi sta davvero dando soddisfazioni, ma non al suo prezzo di listino che è di € 99,99; anche se, ahimè, presso Mondadori, Feltrinelli, Unieuro e Mediaworld si trova a € 109,99, segno che il listino al posto di scendere abbia purtroppo subito un rincaro ed a questo prezzo, purtroppo, il prezzo va a mettersi alla pari con il suo diretto concorrente Amazon Kindle di 11ª generazione (modello 2022), allo stesso prezzo nella versione senza pubblicità, e € 99,99 con pubblicità, che ha una risoluzione superiore rispetto al Nia con una densità di pixel di 300 ppi, una porta di ricarica e trasferimento dati di Type C e ben 16GB di memoria interna già nativa, anche se con la mia guida, come abbiamo potuto constatare, il Kobo Nia anche lui è un 16GB di memoria interna. C’è da considerare anche il fatto che sui Kindle siamo vincolati all’acquisto dei nostri libri esculsivamente tramite store Amazon e per trasferire i libri acquistati su Store di terze parti serve una procedura che potrebbe risultare macchinosa per i meno esperti all’informatica ed il noleggio dei libri è praticamente, da come ho capito, impossibile; insommaz se come me riuscite a portarvelo a casa tra € 60-70 nuovo o a € 30-50 usato, ci fate davvero un’ottimo affare. Se dovete avvicinarvi al mondo della lettura digitale lui è sicuramente un buon prodotto, così come lo è per chi magari vuole un secondo eBook più compatto e tascabile; per tutti gl’altri ritengo che Nia non sia adatto.

Kindle (modello 2022) link di acquisto tramite Amazon clicca qui

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APPLE WWDC 2023: NUOVE VERSIONI DEI SISTEMI OPERATIVI

Nel precedente articolo vi abbiamo parlato di tutti i nuovi prodotti presentati da Apple durante la WWDC 2023, tralasciando, ma non dimenticando, le nuove versioni dei sistemi operativi in arrivo in autunno, preferendo parlarvene in un articolo separato.

La nostra scelta e il tempo trascorso dalla pubblicazione di quell’articolo sono dovuti alla volontà di realizzare un articolo il più completo possibile, in cui speriamo possiate scoprire al meglio tutte le nuove funzionalità introdotte sui diversi dispositivi.

Spostando il nostro sguardo sulle novità presentate in questo articolo, analizzeremo insieme le novità arrivate con iOS 17 per iPhone, iPadOS 17 per iPad, macOS 14 Sonoma per Mac, watchOS 10 per Apple Watch e tvOS 17 per Apple TV.

Senza dilungarci troppo, andiamo subito a scoprirle.

Ci siamo accorti che molti di voi che leggono il nostro blog ancora non ci seguono sulla nostra pagina Instagram, cosa stai aspettando? Clicca SEGUI per essere reindirizzato sulla nostra pagina Instagram e inizia subito a seguirci, per non perderti altri articoli come questi! A te non costa nulla, ma per noi può fare la differenza; per raggiungere sempre più persone tramite i nostri contenuti e crescere.

iOS 17

Come ogni anno, la presentazione delle nuove versioni dei sistemi operativi Apple è, forse, uno degli eventi più attesi; anche se, come potremo vedere dopo, non c’è un grande stravolgimento dell’interfaccia grafica su iPhone, ma bensì l’introduzione di alcune funzionalità che riteniamo essere molto interessanti, rendendo l’esperienza di utilizzo, ad esempio, di iPhone un po’ più personale.

La nuova versione del sistema operativo per iPhone, iOS 17, attualmente, è stata rilasciata, come ogni anno, in beta ed è destinata agli sviluppatori; pertanto vi sconsigliamo di installarla.

Come già detto da altri colleghi di altre testate, blog o creator dei vari canali YouTube, non essendo versioni ufficiali, potrebbero presentare vari bug che rovinano l’esperienza di utilizzo nel quotidiano sui vostri dispostivi personali; motivo per il quale, anche noi, per il momento, non ce la siamo sentiti di installare iOS 17 sul nostro iPhone 14 Pro Max.

Quali saranno i dispositivi compatibili con questa nuova release? Ovviamente, iOS 17 sarà preinstallato sulla nuova gamma iPhone 15 che verrà presentata a settembre, ma attenzione perché se avete un’iPhone precedente a XR e XS non potrete installare l’aggiornamento. E’ da intendersi che, come accade ogni anno, alcune delle nuove funzionalità presentate non saranno disponibili per tutti gli iPhone supportati da iOS 17.

Cliccando su questo link potete scaricare i nuovi sfondi di iOS 17.

Ecco a voi le nuove principali funzioni presentate per iOS 17:

  • Funzioni generali novità
  • Modalità Standby: una delle nuove funzionalità in arrivo su iOS 17 ed una delle più chiacchierate è sicuramente questa; ve la spieghiamo meglio: nel momento in cui andremo a mettere il nostro smartphone in ricarica con il cavo Lightning o con l’ausilio della modalità di ricarica wireless MagSafe, una volta ruotato in orizzontale, trasformeremo il nostro iPhone in una sveglia da comodino; tramite la nuova modalità Standby potremo, inoltre, controllare anche tutti gli accessori domotici installati in casa, oltre al fatto che l’interfaccia della stessa modalità sarà totalmente personalizzabile.
  • Introduzione Widget interattivi: finalmente, i widget su iOS 17 non saranno più statici, permettendoci, ad esempio, di ascoltare i nostri podcast preferiti con un semplice clic nel widget dedicato.
  • Contact Posters: sul nuovo iOS saremo in grado di personalizzare le schede contatti, così da rivoluzionare il look delle chiamate in arrivo, potendo scegliere sfondo, font, colore del font ed inserire una Memoji come foto profilo di ogni contatto in rubrica.
  • La status bar, grazie al nuovo aggiornamento di iOS, si adatterà a qualsiasi schermata delle applicazioni; cambierà automaticamente il suo aspetto, se selezionato “default” nelle impostazioni.
  • Tipkit: gli sviluppatori potranno inserire dei pop-up nelle loro applicazioni per, ad esempio, informare gli utenti di un aggiornamento, spiegare il funzionamento di un bottone o fornire suggerimenti.
  • Anche negli iPhone più vecchi, le notifiche delle app potranno diventare delle isole dinamiche e fluttuanti, andandosi a posizionare nella parte superiore dello schermo.
  • Arrivano i Live Stickers personali: potremo, dalla tastiera di iPhone, attraverso un nuovo menù, creare dei nostri stickers personali usando i soggetti delle nostre foto; potremo usarli sia su iMessage, ma anche su Whatsapp, Telegram e perfino nelle storie di Instagram; quasi dimenticavamo, potremo aggiungere anche degli effetti ed animare i nostri adesivi.
  • Modalità cinema: con Cinematic API la riproduzione e l’editing video saranno ottimizzati dal “rack focus”, ovvero, la possibilità di spostare la messa a fuoco sui diversi soggetti, in modo automatico.
  • Funzione opt-in: tramite le impostazioni, si potrà attivare la modalità “distanza dallo schermo”, capace di rilevare la distanza tra i nostri occhi e lo schermo, avvisandoci quando è troppo ridotta.
  • iOS 17 ci permetterà di “sbloccare”, tramite procedura guidata, il nostro iPhone proprio usando il vecchio codice di sblocco; per intenderci, nel caso cambiaste la password di sblocco del vostro dispositivo e ve la dimenticaste, potrete evitare di ricorrere all’inizializzazione del dispositivo stesso, andando ad usare quella vecchia entro 72 ore dal cambio password.
  • NameDrop, che altro non è che una nuova funzionalità di AirDrop, ci permetterà di scambiare la nostra scheda contatto personale, contenente, ad esempio, numero di telefono ed e-mail (in base ai nostri dati inseriti nella nostra scheda contatto personale), con un’altra persona soltanto avvicinando 2 iPhone o un iPhone e un Apple Watch.
  • App Journal: una funzionalità, forse, per noi poco utile, ma staremo a vedere; si tratta di un diario di bordo che si costruirà da solo; non è presente all’interno della prima beta, ma verrà introdotto nelle successive release di iOS 17.
  • Trascrizione dei messaggi vocali all’interno dell’app Messaggi: possiamo, finalmente, avere una trascrizione dei messaggi vocali nel momento in cui, alla ricezione dei messaggi, non si ha la possibilità di ascoltarli.
  • Nuove funzionalità arrivano anche su FaceTime: ora, l’emittente della chiamata, nel caso in cui non rispondessimo, potrebbe lasciarci un video messaggio che potremo guardare in un secondo momento; altra funzione molto simpatica è quella dell’introduzioni delle “Reazioni 3D” durante una videochiamata, ovvero, potremo far apparire cuoricini, coriandoli, fuochi d’artificio, palloncini ecc. (Funzione supportata a partire da iPhone 12).
  • Il corettore automatico è migliorato grazie all’IA, rendendo più precisa l’auto-correzione di ciò che digitiamo e riuscendo a prevedere una parola o, addirittura, una frase che vogliamo scrivere (Funzione supportata a partire da iPhone 12).
  • Le nostre AirPods diventeranno intelligenti con l’introduzione della funzione Audio Adattivo: le nostre cuffiette se rilevassero rumori di sottofondo intensi attiverebbero, in questo caso, la modalità di isolamento totale, in modo da permettere di goderci la nostra musica; al contrario, se rilevassero rumori come clacson, allarmi, sirene o una persona che ci sta parlando attiverebbero la modalità trasparenza (Funzioni in arrivo solo sulle AirPods Pro di seconda generazione).
  • La schermata di blocco aggiunge la possibilità di impostare i Live Wallpaper (Sfondi animati) e di gestire anche la grandezza del font dell’orario.
  • L’App Store mostrerà il tempo necessario per il download delle applicazioni più pesanti.

Non meno importanti all’interno di iOS 17, arrivano anche aggiornamenti per l’app Messaggi: viene introdotta la funzione Check In che permetterà di avvisare il proprio/a partner, un amico o un famigliare quando si arriva a destinazione in modo automatico.

Un po’ come accade già su Maps di Google, finalmente, anche su l’app Maps di Apple, possiamo usare le mappe in modalità offline. Infine, per richiamare Siri ora basta direSiri” e non più “Hey Siri”.

iPadOS 17

IpadOS 17 punta molto sulla personalizzazione e sulla produttività; in arrivo con la release ufficiale da quest’autunno e disponibile nella primissima versione beta già da quando si è tenuta la WWDC 2023.

Sarà compatibile con iPad Pro di 2° generazione, iPad Air di 3° generazione, iPad di 6° generazione, iPad Mini di 5° generazione e tutte le loro versioni successive.

Da questo link potete scaricare in anteprima i nuovi sfondi per iPadOS 17.

Non perdiamoci in chiacchiere ed andiamo insieme a scoprire tutte le principali novità presenti:

  • Funzioni generali e novità
  • Arrivano i Widget nella lockscreen: introdotte già da iOS 16, ma non su iPadOS 16, ora vengono allineate le funzioni di personalizzazione della lockscreen su iPadOS 17; sempre per quanto riguarda la lockscreen, arrivano i diversi sfondi Astronomia e Caleidoscopio, che si animano quando sblocchi il dispositivo; potremo anche usare le Live Photo come sfondo nella lockscreen.
  • Widget interattivi nella Homescreen: come su iPhone con iOS 17, anche su iPad, con la nuova versione del sistema operativo, viene introdotta questa personalizzazione.
  • L’App Salute, introdotta nel 2014 su iPhone con iOS 8 e su Apple Watch nel 2015, arriva ora anche su iPad e i dati saranno sincronizzati tra i vari dispositivi; esplorabili con maggiore facilità tramite grafici interattivi.
  • L’ App Note introduce 2 funzionalità molto interessanti per la produttività: la prima è possibilità nativa di modificare, compilare ed annotare i PDF direttamente dall’ App Note di Apple, anche con dei collaboratori, e la seconda è quella di poter collegare più note tra loro tramite “link”.
  • Novità anche su Safari per iPad che introduce la possibilità di gestire l’attività di navigazione su diversi profili, come accade già su Chrome di Google.
  • Inserimento automatico dei codici di verifica per la registrazione dei siti ora anche da Mail, senza uscire da Browser (Funzione disponibile anche su iOS 17).
  • Condivisione password e passkey tra contatti: ora su iPad avremo la possibilità di condividere i nostri dati di login con un contatto o un gruppo di persone “fidate” (Funzione disponibile anche su iOS 17).
  • Stage Manager permette di migliorare la produttività, avendo la possibilità di spostare e ridimensionare le finestre in modo del tutto libero, come se foste su un PC (Introdotto in iPadOS 16, vi ricordiamo che Stage Manager non è disponibile su tutta la gamma di iPad supportata da iPadOS 16 e 17).

Non meno importanti all’interno di iPadOS 17 arrivano miglioramenti per quanto riguarda la ricerca Spotlight, AirPlay, Promemoria e la privacy.

Non vi abbiamo parlato di alcune novità presenti su iPad OS 17, in quanto, molte sono presenti anche su iOS 17, di cui vi abbiamo parlato nella parte precedente.

MacOS 14 Sonoma

In questa parte dell’articolo vi vogliamo presentare la nuova versione del sistema operativo per Mac, come sempre presentata durante la WWDC 2023 e, per ora, rilasciata in versione beta 1. MacOS 14 Sonoma prende il nome dalla regione della Contea di Sonoma (USA), famosa per i suoi vini, ed è l’unico aggiornamento che abbiamo deciso di installare, nonostante è ancora una versione beta, sul nostro MacBook Air M1 versione del 2020. Infatti, l’aggiornamento sarà disponibile a partire da MacBook Air versione del 2018, iMac versione del 2019, iMac Pro versione del 2017, MacBook Pro versione del 2018, Mac Pro versione del 2019, Mac Studio versione del 2022 e, infine, Mac mini versione del 2018.

La versione, come abbiamo potuto apprendere da Francesco Baistrocchi, youtuber italiano che parla di tutto ciò che riguarda il mondo Apple, è abbastanza stabile per essere una versione beta, cosa che possiamo confermarvi durante le nostre prime ore di utilizzo.

Come sempre, vogliamo lasciarvi il link di download per l’anteprima dei nuovi sfondi di macOS 14 Sonoma.

Ora vi lasciamo alle principali novità di quest’aggiornamento:

  • Widget scrivania
  • Ritornano i widget su Mac, introdotti con macOS X Tiger e poi rimossi in macOS 10.15 Catalina: finalmente, almeno per noi, in quanto in passato li abbiamo davvero graditi, vengono aggiunti con macOS 14 Sonoma i widget sulla Scrivania; in realtà non erano stati tolti del tutto, ma spostati nel centro di controllo, con macOS 11 Big Sur, rendendoli, di fatto, secondo noi, davvero inutili. I widget, come su iOS 17 e iPad OS 17, sono interattivi e, inoltre, sfruttando Continuity, potremo aggiungere nella scrivania i widget che usiamo su iPhone; quando andremo ad utilizzare programmi ed app sul nostro Mac, i widget diventeranno trasparenti per ridurre le distrazioni durante, ad esempio, sessioni di lavoro o studio.
  • Le interessanti novità di FaceTime vengono introdotte anche su macOS 14 Sonoma: modalità sovrapposizione disponibile in 2 diverse tipologie, in cui, nella prima il soggetto principale è l’utente e tutti gli altri elementi, come ad esempio delle slide, passano in secondo piano, e nella seconda, invece, l’utente viene inquadrato in un piccolo cerchio, lasciando e dando la giusta importanza alle slide presentate durante un’eventuale riunione. Come su iPhone ed iPad, un’altra novità interessante sono le “reazioni 3D”, utilizzabili anche tramite gesti su tutti i dispositivi appena citati.
  • Safari introduce tutte le funzionalità che vi abbiamo già presentato con iOS 17 ed iPadOS 17, ma una in particolare viene introdotta solo su Mac: come avviene già su Chrome, abbiamo ora la possibilità di aggiungere nel Dock i siti che utilizziamo di più, sottoforma di web app.
  • Game Mode, la nuova modalità dedicata ai videogamer per Mac: con questa nuova modalità che Apple introduce verrà data priorità di accesso alle risorse di CPU e GPU, così da poter migliorare notevolmente le prestazioni durante le nostre sessioni di gaming e ridurre di molto ritardi e lag. Sicuramente starete pensando che tanto i Mac non sono adatti al gaming ed effettivamente è vero, o almeno fino ad oggi è sempre stato così; la situazione potrebbe presto iniziare a cambiare, in quanto, durante la WWDC 2023, Apple ha presentato il Game Porting Toolkit, basato su Wine, un software open source già esistente da diverso tempo, con cui renderà possibile la conversione dei giochi Windows su Mac, ovvero, la traduzione delle API Directx 12 di Windows nel linguaggio e tecnologia del motore Metal 3 di Apple; parte del lavoro sarà automatico, mentre, l’altra parte richiederà lo sforzo degli sviluppatori, rendendo minimo lo sforzo in termini economici e delle varie case produttrici di videogames (Modalità disponibile solo per Mac con processore Apple Silicon).

WatchOS 10

Siamo quasi alla fine ed è arrivato il momento di presentarvi WatchOS 10, il nuovo aggiornamento destinato ad Apple Watch, nel quale l’interfaccia è stata totalmente stravolta; il nuovo aggiornamento rilasciato in beta ridisegna le app per far ricevere le informazioni con più facilità e velocità, concentrandosi sull’attività fisica, sulla salute mentale e sul design.

L’aggiornamento sarà disponibile su Apple Watch Series 4, 5, 6, 7 ed 8, Apple Watch SE ed Apple Watch Ultra ed un altro dei requisiti per poter installare questa nuova versione del sistema operativo è aver installato sul proprio iPhone iOS 17 e, quindi, avere un’iPhone che supporti l’aggiornamento (iPhone XR, XS o successivi).

Andiamo insieme a scoprire, anche per watchOS 10, le novità più interessanti:

  • Funzioni generali e novità
  • WatchOS integra i widget su Apple Watch: ci basterà ruotare la Digital Crown per accedere alla raccolta di quelli che abbiamo selezionato, aggiungerne di nuovi o rimuovere alcuni già presenti.
  • Ora per accedere al centro di controllo bisognerà premere il tasto laterale, posizionato nello stesso lato della Digital Crown, e sarà possibile farlo all’interno di qualsiasi app.
  • 2 sono i nuovi quadranti presentati sul nuovo aggiornamento watchOS 10: il primo, Palette, è composto da 3 livelli di colori che cambiano insieme all’orario; il secondo, dedicato interamente a Snoopy e Woodstock, cambia in base alle condizioni meteo o insieme alle tue diverse attività fisiche; ci teniamo a precisare che questi 2 quadranti sono interamente personalizzabili.
  • Le app utilizzano ora l’intero display, fornendoci maggiore spazio e visibilità.
  • Per quanto riguarda l’attività fisica, WatchOS ci accompagnerà durante le nostre sessioni: durante uscite in bici si potranno collegare accessori Bluetooth per accedere ad alcuni dati, come velocità e km percorsi; durante il trekking possiamo servirci dell’app Bussola, per tenerci aggiornati con una mappa su dove il segnale cellulare era presente per l’ultima volta, sulle diverse altitudini durante il percorso e sul waypoint più vicino, ovvero dove poter effettuare una chiamata d’emergenza.
  • Tramite l’app Mindfulness si potranno registrare, ad esempio, il proprio umore, il tempo di esposizione alla luce diurna, le ore di sonno e le sessioni di meditazione.
  • Apple Fitness+ è ora disponibile con piani individuali personalizzati: si possono indicare le preferenze su tipologie di workout e meditazione, musica da ascoltare nel corso delle sessioni e, inoltre, la frequenza e la durata di ciascuna sessione.

TvOS 17

Siamo arrivati alla fine del nostro articolo in cui vi parleremo brevemente di tvOS 10, l’ultima release rilasciata nel corso della WWDC 2023 per Apple TV 4K ed Apple TV HD. Sinceramente non volevamo parlarvene, in quanto, da utenti Apple, riteniamo che questo è uno di quei dispositivi non molto utili di Apple e, sempre secondo noi, è un dispositivo morto e non ben integrato nell’ecosistema Apple. La concorrenza, attualmente, è molto più avanti, quindi, confidiamo che Apple, in futuro, riveda i suoi piani in modo concreto, circa lo sviluppo e il supporto di questo dispositivo.

Fatta questa premessa, andiamo a scoprire insieme alcune nuove funzionalità che vengono introdotte su tvOS 10:

  • Nuovo centro di controllo che permette di gestire, in modo più semplice, le principali impostazioni e informazioni su Apple TV.
  • Introduzione del supporto a FaceTime tramite iPad e iPhone.
  • Apple porta il supporto allo standard Dolby Vision 8.1 che permetterà su Apple TV 4K di godere di un’esperienza visiva “ancora più cinematografica”.
  • Arriva la funzione Enhance Dialogue che porta a migliorare la nostra esperienza uditiva su Apple TV 4K, per quanto riguarda film o Serie TV, potendola abbinare ad un HomePod (Richiede HomePod di seconda generazione), gestendo in modo separato dialoghi e rumori.
  • Supporto per VPN di terze parti: con questo nuovo update permette a sviluppatori di terze parti di portare la propria app VPN su Apple TV, funzione destinata e utile, secondo Apple, per uffici, scuole e sale conferenze.
  • Piani Personalizzati di Apple Fitness+ disponibile anche su Apple TV.
  • Login automatico al proprio profilo, con preferenze ed impostazioni salvate, quale, ad esempio, lingua del sistema selezionata.

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APPLE WWDC 2023: NUOVI PRODOTTI PRESENTATI

In quest’articolo vi parleremo dei nuovi prodotti presentati durante la WWDC 2023, tenutesi all’Apple Park di Cupertino (California, USA) negli ultimi giorni: MacBook Air 15’’, Mac Studio, Mac Pro e, infine, non per importanza, Apple Vision Pro.

In un altro, invece, vi mostreremo le principali novità presentate, inerenti alle nuove versioni dei sistemi operativi di iOS 17, ipadOS 17, macOS Sonoma, watchOS 10, tvOS 17 ed Airpods.

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Che cos’è la WWDC e dove si è tenuta?

La WWDC (Worldwide Developers Conference) è la conferenza stampa dedicata agli sviluppatori organizzata ogni anno da Apple, dal 1983, in diverse città della California. Nella conferenza vengono presentati i nuovi prodotti e i nuovi aggiornamenti ideati da Apple, oltre alla possibilità di partecipare a laboratori, attività online e iscriversi agli Apple Design Awards (un concorso a cui possono partecipare gli sviluppatori, presentando un’app inedita).

Quest’anno, come vi abbiamo detto in precedenza, si è tenuta a Cupertino, più precisamente all’Apple Park, la sede aziendale di Apple; luogo dove la WWDC avviene dal 2020.

Apple Park

Il campus è stato aperto il 17 settembre 2017 ed è costituito da un’ampia struttura ad anello circondata da un ampio cortile esterno; al suo interno, invece, vi è un altro cortile con uno stagno artificiale. Vi sono numerosi caffè ed altri posti di ristoro, un centro fitness, un centro di ricerca e sviluppo ed infine un auditorium, lo Steve Jobs Theater.

In quest’ultimo vengono effettuate presentazioni di nuovi prodotti, conferenze e riunioni. La sua struttura è collocata nel punto più alto del campus ed è stata disegnata dallo studio britannico Fosters + Partners in onore di Steve Jobs, il fondatore di Apple. La posizione strategica permette a tutti di osservare l’auditorium e vuole indicare che Steve Jobs osservasse tutta Apple dall’alto, attraverso il ruolo che ha ricoperto.

Di fronte all’Apple Park, purtroppo inaccessibile al pubblico, invece, è stato realizzato l’Apple Park Visitor Center, dove è possibile provare ed ammirare le novità Apple ed osservare in 3D una riproduzione dell’interno dell’Apple Park; oltre ad esservi uno shop Apple con il merchandising e un caffè.

Ora che vi abbiamo incuriosito abbastanza, vi lasciamo alle novità Apple di quest’anno; partendo da quella che ha lasciato tutti i clienti Apple, noi compresi, con il fiato sospeso.

Apple Vision Pro

Alla fine del keynote, con cui Apple ha presentato tutte le novità, viene mostrata una delle tecnologie più innovative che ha portato e porterà la realtà aumentata ad essere completamente diversa da come siamo abituati a conoscerla: Apple Vision Pro

Con questo visore AR/VR, Apple entra nel mondo della realtà aumentata, in particolare dei visori, e, per quanto possa sembrare che apple sia in ritardo con la sua entrata, vi assicuriamo che non lo è; Apple ci ha abituati che prende molto spesso una tecnologia, magari già esistente, ma la perfeziona, rendendola unica.

Parliamo del primo Spatial Computer, un dispositivo capace di far percepire mondo virtuale e mondo fisico sullo stesso piano, attraverso il quale il business e il lavoro avranno, in futuro, un’evoluzione notevole. Infatti, attraverso Apple Vision Pro, si potranno facilitare molte azioni e interazioni con l’utilizzo di un unico e semplice dispositivo.

Per quanto l’utilizzo di questo visore AR/VR sia semplice, è composto da numerose componenti in grado di immergerci completamente nell’unione del fisico e del virtuale.

Apple Vision Pro è dotato del primo sistema operativo spaziale al mondo, vision iOS, navigabile attraverso un’interfaccia utente tridimensionale e la possibilità di interagire tramite movimenti oculari, gesti delle mani e comandi vocali. Inoltre, è possibile associare dispositivi fisici tramite bluetooth o semplicemente osservandoli e, quindi, inquadrandoli con il visore.

A rendere unica quest’esperienza vi sono componenti abbinate tra loro per rendere il visore comodo, immersivo, innovativo e veloce:

  • Due display micro-OLED con 23 milioni di pixel totali;
  • Sensori a infrarossi;
  • Scanner LiDAR che acquisisce l’ambiente circostante, gli oggetti e le persone, per favorire ulteriormente l’unione tra fisico e virtuale;
  • Sei microfoni;
  • Dodici telecamere;
  • Fotocamera TrueDepth che riconosce tutti i dettagli facciali di ogni singolo utente, permettendone una riproduzione fedele, ad esempio, durante l’utilizzo di FaceTime;
  • Sistema Apple Spatial Audio che ti avvolge completamente nei suoni di film e video;
  • Sistema eye tracking che monitora i movimenti oculari, facilitando la navigazione;
  • Chip Apple M2 con banda di memoria di 100 GBps che rende le operazioni veloci e possibili, nonostante possano essere complesse;
  • Chip Apple R1 che gestisce tutti i sensori di cui il visore è dotato, tramite i vari input che riceve;
  • Digital crown per passare alla schermata principale e modificare il livello di immersione nella realtà virtuale;
  • Sistema termico;
  • Batteria esterna che permette un’autonomia del dispositivo di due ore ed è facile da trasportare, essendo di dimensioni tascabili;
  • Light Seal per fornire comodità a chi indossa Apple Vision Pro, infatti, vi è una fascia che si adatta al viso, disponibile in dimensioni differenti, cinghie flessibili ed un’altra fascia per la testa che dona traspirabilità, elasticità ed ammortizzazione
  • Apple Vision Pro

Apple Vision Pro, tra qualche anno, potrebbe essere utilizzato anche da utenti con problemi di vista, tramite degli inserti ottici magnetici che verranno realizzati dall’azienda ottica ZEISS per Apple.

Per quanto riguarda le applicazioni, sarà possibile utilizzare tutte le classiche app di Apple e, in esclusiva a questo dispositivo, vi sarà un App Store in continua espansione con app dedicate.

Arrivati alla fine della presentazione di Apple Vision Pro, prima di passare alle altre novità Apple, vi comunichiamo il prezzo del visore AR/VR realizzato da Apple: 3499 dollari.

Un’altra novità sono i nuovi computer Apple: Mac Pro M2 Ultra, Mac Studio M2 Max/Ultra e MacBook Air 15″. 

Mac Pro M2 Ultra

Un computer ideale per lavorare, infatti, è dotato di un’espansione PCle di sette slot; le altre caratteristiche sono:

  • Chip M2 Ultra con banda di memoria di 800 GBps che lo rende uno dei computer più potenti che esistano;
  • 192 GB di memoria unificata;
  • CPU a 24 core;
  • GPU a 76 core;
  • Neural Engine a 32 core;
  • Otto porte Thunderbolt 4
  • Tre porte USB-A;
  • Due porte HDMI che supportano risoluzioni 8K e frequenze di aggiornamento di 240Hz;
  • Due porte 10Gb Ethernet;
  • Un jack per le cuffie;
  • La possibilità di collegare fino a sei Pro Display XDR;
  • Utilizzo di standard Wi-Fi 6E.

Mac Pro M2 Ultra è disponibile sia in versione tower, a 8.499 euro, sia in versione rack, a 9.199 euro.

Mac Studio M2 Max/Ultra

Il primo è del 50% più veloce rispetto alla sua versione precedente, dotato di chip M2 Max, mentre, il secondo, dotato di chip M2 Ultra è più veloce della sua versione precedente di tre volte.

Le caratteristiche di Mac Studio M2 Max sono: 

  • 400 GBps di banda di memoria;
  • 32 GB di memoria unificata;
  • CPU a 12 core;
  • GPU a 30 core;
  • Neural Engine a 16 core;
  • Archiviazione SSD da 512 GB;
  •  Quattro porte Thunderbolt 4;
  • Due porte USB-C da 10 GBps;
  • Due porte USB‑A;
  • Una porta HDMI;
  • Una porta 10Gb Ethernet;
  • Uno slot SDXC card;
  • Un jack per le cuffie.

Le caratteristiche di Mac Studio M2 Ultra, invece, sono:

  • 800 GBps di banda di memoria;
  • 64 GB di memoria unificata;
  • CPU a 24 core;
  • GPU a 60 core;
  • Neural Engine a 32 core;
  • Archiviazione SSD da 1TB;
  • Quattro porte Thunderbolt posteriori e due porte anteriori;
  • Due porte USB-A;
  • Una porta HDMI;
  • Una porta 10Gb Ethernet;
  • Uno slot SDXC card;
  • Un jack per le cuffie.

Il primo è venduto ad un prezzo di 2.449 euro, mentre, il secondo, ad un prezzo di 4.899 euro.

MacBook Air 15”

Il computer, nonostante le dimensioni del display, è molto sottile e facile da trasportare a lavoro o in università. Inoltre, essendo sprovvisto di ventole, è silenziosissimo

Le sue caratteristiche sono:

  • Display Liquid Retina da 15,3″;
  • Chip M2 con banda di memoria di 100 GBps;
  • 24GB di memoria unificata;
  • CPU a 8 core;
  • GPU a 10 core;
  • Archiviazione SSD disponibile con 256GB o 512GB;
  • Processore Core i7;
  • Cavo di ricarica MagSafe;
  • Tre microfoni in array;
  • Sei altoparlanti;
  • Sistema Apple Spatial Audio;
  • Touch ID;
  • 18 ore di autonomia.

MacBook Air 15” può essere acquistato in quattro colorazioni differenti e con un’archiviazione SSD di 256GB, a 1.649 euro, o con un’archiviazione SSD di 512GB, a 1.879 euro.

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JUICE JACKING: ATTENZIONE A RICARICARE I VOSTRI DISPOSITIVI IN AEROPORTO

Juice jacking altro non è che una forma di attacco informatico che si è diffusa molto velocemente in questi anni e consiste nell’installare, da parte di hacker e cybercriminali, all’interno delle postazioni di ricarica dei codici maligni, in grado di infettare i dispositivi collegati. Ovviamente, lo scopo di questa tecnica è rubare i nostri dati sensibili che abbiamo negli smartphone, come dati di accesso alle piattaforme, numeri di carte di credito, ecc… Sfruttano la porta di ricarica dei nostri dispostivi che molto spesso, come nei nostri smartphone, permette sia di effettuare la ricarica, ma anche di essere usata per trasferimento di dati.

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Questa tecnica di furto di dati sensibili e personali si è diffusa rapidamente, raggiungendo anche il nostro paese e, pertanto, il nostro consiglio rimane quello di evitare, quando siete fuori di casa, di utilizzare le postazioni di ricarica pubbliche presenti in aeroporti, centri commerciali, stazioni, hall di hotel o installate nei luoghi di passaggio affollati; così da non finire in questa trappola. Vi consigliamo, quindi, di utilizzarle con cavi che non permettono il trasferimento di dati. Al fine di proteggervi da questa truffa potreste scegliere di utilizzare, per ricaricare fuori casa il vostro smartphone o tablet, power bank; preferendo anche utilizzare un alimentatore portato da casa da collegare alla presa elettrica e, non meno importante, potete disattivare dalle impostazioni del vostro dispositivo il trasferimento dati.

Vogliamo concludere questo breve articolo dicendovi che a rischio ci sono, oltre che smartphone e tablet, anche notebook (es. Macbook Air M1 che utilizza la stessa porta USB di tipo C per la ricarica del dispositivo) e lettori musicali.

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ID ANPR: UN NUOVO CODICE IDENTIFICATIVO PER LA TUTELA DELLA PRIVACY

Siamo in un’epoca dove l’utilizzo di tecnologie e dati digitali sono ormai lo strumento base in qualsiasi operazione quotidiana.

Così tanto che sempre più in discussione viene messa la tutela della privacy: ecco perché con il decreto del 3 marzo 2023, pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» al n. 91 del 18 aprile 2023, vengono definite le modalità di attribuzione di un nuovo codice univoco ed identificativo, chiamato codice univoco digitale (acronimo ID ANPR) che verrà assegnato ad ogni cittadino italiano e residente registrato all’anagrafe nazionale.

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Vediamo insieme le principale caratteristiche che avrà il codice univoco digitale:

  • Non deriverà dai nostri dati anagrafici e non conterrà elementi identificativi a differenza del codice fiscale, questo renderà le interrogazioni tra le varie banche dati più riservate;
  • Non sostituirà il codice fiscale, ma risolverà il limite dello stesso, come l’errata assegnazione o i casi di omocodia (assegnazione per errore dello stesso codice fiscale a due o più persone);
  • Sarà un codice alfanumerico di 9 cifre, compreso di un check digit;
  • Sarà univoco per ogni cittadino e, una volta assegnato, rimarrà lo stesso per tutta la nostra vita;
  • Potrà essere generato soltanto da un sistema che verrà appositamente creato, a fronte dell’inserimento del nostro codice fiscale o dei nostri dati anagrafici.

Vogliamo concludere questo breve articolo-spiegazione sul codice univoco digitale dicendovi che, secondo noi, potrebbe essere, forse, uno strumento che riuscirà davvero a tutelare un po’ di più la nostra privacy e, inoltre, siamo curiosi di vedere come potrà essere implementato e sfruttato nel panorama digitale italiano. 

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